43 giorni in Lisbona e <br> <br> il nomadico viaggio con MUJI in una micro-house : MUJI Hut Concept | meetyourMOOD

21 July 2017

43 giorni in Lisbona e

il nomadico viaggio con MUJI in una micro-house : MUJI Hut Concept


J U S T O N E P O S S I B L E P O I N T O F V I E W

Qualcuno dice lentamente:
"La conosci, Lisbona ..."
La conosco. E' una giovane 
scalza e leggera,
un vento improvviso e chiaro
nei capelli,
una piccola ruga
intorno ai suoi occhi,
la solitudine si apre
nelle sue dita e sulle labbra,
scende le scale
tante scale
tante scale fino al fiume.

Io la conosco. E tu, la conosci?
Eugenio de Andrade, 1923-2005

[...] mi ha scritto Chiara qualche giorno fa

Che bella [dico io]
C: Sei tu
T: E' così che mi vedi?
C: Si
T: Amica, finisce che si butta nel Tejo?
C: Ahahah Si non avevo colto, me pareva più 'na scampagnata
T: Merito della tua leggiadria

Chiara è la mia amica milanese che non vedo da almeno 4 anni [forse di più ?]
Eravamo venute a Lisbona insieme qualche anno fa, un road trip con la macchina della Enry [la mia madre] partendo da Savona, attraverso Francia, nord della Spagna e giù lungo la costa portoghese, siamo partite così: lei appena uscita da una relazione al limite della normalità, io appena entrata in una relazione stabile, per la prima volta nella mia vita.

Arrivate in città, dopo settimane in viaggio, ci hanno scassato il finestrino davanti e siamo dovute tornare indietro con molte meno tappe del previsto perchè l'assicurazione non copriva le spese di riparazione fuori dall'Italia.
Risultato: era Domenica [un classico] per cui tutto chiuso e Polizia introvabile, siamo andate alla Fnac a comprare un TomTom nuovo che ancora oggi non parla italiano [è rimasto nella macchina e la Enry lo ascolta, annuisce e si perde] e siamo tornate indietro in poco più di 24 ore.

Ho odiato Lisbona per anni, pericolosa e incivile, ci aveva rovinato l'avventura perfetta, settimane a zonzo con cibo meraviglioso e surfisti, a distanza.

Poi un giorno Umberto mi ha chiamata dicendo che andava in Erasmus, a Lisbona.

Immaginate la mia felicità [...]

Da allora andai a trovarlo un po' di volte, e ogni volta lui si è innamorato più profondamente della città, aveva imparato la lingua e si sentiva parte della città, tanto da prolungare l'Erasmus con un contratto di ricerca... io intanto ero a Londra...

... e ora sono a Lisbona, da 43 giorni, 29 dei quali sono rimasti vuoti sulla mia Moleskine, neanche una riga.

Sto vivendo una rinascita, la vita nomade, il sogno di una vita in viaggio, alla scoperta. L'altro giorno ho conosciuto Hayley di themodernmavericks.com lavorando per un servizio fotografico, lei è in viaggio da 10 anni!

Abbiamo parlato tanto di Lisbona, ma soprattutto dei lisboneti, di quanto questa città ti faccia sentire accettato, di quanto le persone siano gentili e ospitali, a patto che tu rispetti loro e la loro città [che amano: gioie e dolori].

 Quasi tutti a Lisbona parlano inglese e capiscono spagnolo e italiano, e quando non capiscono fanno lo sforzo, i lisboneti sono curiosi, vogliono conoscere e interagire con culture diverse, mantenendo la loro identità. Il Portogallo è uno dei pochi Paesi del sud in cui i programmi televisivi non vengono tradotti e ciò fa si che nelle loro orecchie ci siano i suoni di tutte le lingue europee.

Quando li ascoltavo, all'inizio, non capivo nulla e il suono mi sembrava quello di una lingua dell'est europa, quei suoni forti, la 'R'... ma ora che inizio a capire ne riconosco la musicalità, che aggiunta all'attitudine delle persone, mi sta facendo appassionare, il problema è che tutti parlano inglese [ahah] !


Il mio nomadismo intanto sembra ormai prendere autonomamente il sopravvento e ieri ho ricevuto il gentilissimo invito di Antonio a spostarmi al nord: per il mese di Agosto io e meetyourmood ci uniamo al progetto The Nomad Farm Project a nord del Portogallo, vicino a Barcelos.

Il progetto è una sorta di versione moderna e digital della "comune", come l'ha sminuita con un certo disprezzo la Enry quando le ho raccontato della mia novità. Per me è l'idea [non certo incredibilmente innovativa] di condividere uno spazio con altri freelancer, aver l'opportunità di incontrarsi e condividere idee e una parte del nostro percorso, lavorando anche a contatto con la natura, prendendoci cura della casa, dei campi e della nostra famiglia temporanea, e si, sono troppo contenta!


Proprio l'altro giorno stavo ammirando il progetto di MUJI per una micro-house : MUJI Hut Concept

il brand no-logo lo presenta così:

Who hasn’t dreamt of living somewhere they really want to be? The tools to make that dream a reality are now available. 
It’s not as dramatic as owning a house or a vacation home,
 but it’s not as basic as going on a trip. 

 tradotto:
Chi non ha sognato di vivere esattamente dovre vorrebbe essere?
Finalmente gli strumenti per realizzare quel sogno sono a tua disposizione. 
Non è così sensazionale come possedere una casa o una casa per le vacanze, 
ma non è neanche così semplice come andare in viaggio.


MUJI così, con la sua semplicità e immediatezza esprime perfettamente il concetto del nomadismo odierno, il sogno della libertà, di movimento e cambiamento. L'idea di Nomadic at Heart è proprio questa, un viaggiatore dello spazio e del tempo, in bilico e alla scoperta. E' per questo che sempre più spesso sognamo soluzioni di design innovative e senza "fronzoli" perchè piano piano ci stiamo allontanando dall'idea del possesso, a vantaggio delle emozioni e dell'esperienza

p.s. Ieri sono stata contattata per il progetto di adattamento di un van in residenza da viaggio, 
ma per il momento ancora niente di certo!

Questo prefabbricato di 9 metri quadri, interamente in legno giapponese, sarà in vendita tra qualche mese esclusivamente in Giappone al costo di circa 25'000 euro e si adatta perfettamente a condizioni ambientali diverse, dal mare alla montagna.

A conferma del concetto di armonia con la natura e l'ambiente circostante, il rifugio MUJI è composto da un ambiente interno di 9 mq e un patio coperto di 3 mq con finestre scorrevoli e una copertura esterna che in legno che riprende la tecnica tradizionale giapponese del shou sugi ban, capace di rendere il legno più resistente.

A very little special place, cosa ne pensate?
Io attendo notizie per il mercato europeo, oppure vado a comprarmela in Giappone !
[ahah]