La rubrica a tutto colore si tinge di Grigio, <br> <br> Graphite Grey on February! | meetyourMOOD

08 February 2017

La rubrica a tutto colore si tinge di Grigio,

Graphite Grey on February!


One time Bonaventure heard the graphite of a pencil rasp across
 a piece of paper and leave a slight and quivered mark behind. 
He listened so hard he heard the graphite's history, 
when it was still a part of metamorphic rock 
that didn't know it would one day almost capture what was
 almost a thought from the mind of an insane man.
Rita Leganski, The Silence of Bonaventure Arrow




Here we are again with the colour monthly column, 
a feeling, a texture, the leitmotif for the interiors MOOD to create along the month.

It's just a starting point and I like to believe I can express 
the hardest part of my present when selecting it. 

    December in white, when I only needed space and time, 
and a January in the deep black, where I got lost, 
when I couldn't find the the signs to grasp on the walls, 
when I only needed to get lost and lost again, to find my way.

Now I can touch the texture again, I can see the shades of the grey, 
I can appreciate the metallic texture of the graphite, its subtle tones of blue.

I am ready again, till the next break down, or maybe not! ;)

I am looking forward to the Milano Design Week, 
I want me and my blog to be ready, I can't wait to see my WEBLOG friends, 
and share some real life with them.


Questo è un blog confuso, è il mio blog, e sono parecchio confusa, lo ammetto.

Da sempre predispongo sul mio percorso dei paletti, pronti in posizione da arrancare quando mi sento persa, sono paletti di regole e doveri, sono li a darmi il supporto quando la solitudine mi pesa troppo, quando vengo delusa, quando non so in cosa credere, e quando penso che non ci siano stati altro che errori nel passato e allora non è facile continuare da li, e allora poi voglio abbandonare tutto, e ricominciare sperando che quella sia la volta buona.
Ma talvolta quei paletti, precedentemente creati con fibre supertecnologiche in materiale inalterabile, si trasformano in giunchi, incapaci di sorreggere neanche la più minuscola farfalla. E scivolo. Rotolo, in un precipizio di perplessità infondate.

Troppe le interruzioni, troppi gli start up, troppa l'energia esaurita nel ricominciare, nel trovare la giusta motivazione, nel rischiare. Dall'ultimo scivolone ho acquisito una consapevolezza: non tutti siamo nati per il successo, non tutti abbiamo la fortuna di saper come convogliare le nostre capacità e talenti, non tutti siamo degli Zuckerberg, alcuni sono dei Van Gogh, altri ne uno ne l'altro, ma tra l'altro, chi se ne frega?

 Io faccio parte del gruppo, un passato mediocre: bravina in tutti gli sport, poco dedita allo studio ma "con del potenziale", volevo suonare il violino insomma... All'università tanto impegno nel trovare l'indipendenza, ergo ho sempre lavorato e dedicato poco del mio impegno per gli esami... eppure l'architettura mi ha sempre appasionato ma... una forte incapacità di cogliere le opportunità, di riconoscerle, saltarle invece per cercare altrove, un'anima inquieta, che raramente si ferma a pensare per poi agire, ma anzi senza la capacità di fermare i pensieri e agire quando presa una decisione. Ho capito che è segno di scarsa pazienza, del desiderio di risultati imminenti e in linea con le aspettative, una scarsa accettazione della sconfitta.

Questo blog è come me, è un blog confuso, che per mai più di due/tre mesi ha saputo seguire il suo plot, in balia degli eventi,  sempre in bilico tra il cos'è e il cosa vorrebbe essere.

Abbiamo bisogno di vitamina D,
 testa alta e padalare!

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