meetyourMOOD: CONFESSO: sono affetta da ricerca di popolarità da social media

28 novembre 2016

CONFESSO: sono affetta da ricerca di popolarità da social media

 
Cari MOODers,

ho un blog [sono una blogger? ] e sono affetta da "ricerca di popolarità da social media".



Lo so che è una piaga della nostra generazione, i millennials siamo noi [con non poche ma gravi ripercussioni isteriche sulle alcuni della generazione precedente e un tendenzialmente inconscio predominio su quelle future], quelli che per primi hanno avuto il contatto con la tecnologia ad uso domestico e che, rincorrendo il sogno del successo inculcato dai nostri genitori vittime degli anni '80, inseguiamo [inventiamo] svariate formule con l'obiettivo di creare profitto dal coinvolgimento della nostra sfera personale in quella pubblica.


Il fatto è che: mi stanno cadendo i capelli, ed è risaputo essere un chiaro segno di stress. 

Non me ne rendo neanche conto, se me lo chiedi, io "non sono stressata". Ma probabilmente fa ormai talmente parte del normale status, che ci vogliono segnali forti per mettermi in agguato. Ieri però l'ho proprio avvertito: day off, apertura del Design Museum di Londra atteso da mesi, un pomeriggio da dedicare a me stessa e ad osservare, persa in ciò che mi piace, invece: la tecnologia, i social media, la corsa al like, e il potere di tutto ciò, su di me, ha preso il sopravvento con tale forza che non ho potuto ignorarlo: 

l'unica cosa importante era fare le foto >  da postare su ig > per il blog :: per voi?? 

Ma voi chi? Tra l'altro, ho sempre dubitato che ci sia qualche follower dall'altra parte dello schermo a leggere quello che scrivo. E allora, ancora di più, come ho fatto a cadere in questa trappola del fare cose [ cose che mi piace fare ] per altri [ fantasmi ] invece che per me stessa? 
Potrei apprezzare, gustare ciò che mi piace anima e corpo, invece mi perdo dietro a social media and so on ... and so forth . . .

Credo sia necessario uno step back 

e la deforestazione di follower anche sulla pagina fb è il segno di uno stato di stress che anche myMOOD sta attraversando: ogni giorno nuovi "mi piace" e intanto il numero scende. . . Forse sarà un comprensibile ricambio generazionale dato dai cambiamenti in redazione, quello ci può stare. 

Il fatto è che i social media non perdonano: basta un giorno senza un minuzioso controllo degli insight, il post all'ora giusta, l'hashtag selezionato secondo criteri che forse non ho neanche ancora capito, i like dati a caso ma alla velocità del vento a chi "crea flusso" e il castello di carte crolla come polvere

Ma insomma, myM non è il mio lavoro, non credo neanche che avere un blog possa esserlo, anche se per qualcuno inevitabilmente lo diventa. Ho bisogno di ritrovare quella me stessa che qualche anno fa aveva aperto un blog per avere un archivio di momenti, di riscoprire la passione dietro ciò che faccio nella sua interezza, il lusso di ammirare cose, persone e animali senza la tensione di una foto da scattare, o un commento accattivante da scrivere


Mi sento in una trappola: una trappola creata da me stessa, per me !
[ da #allosbaraglio >  a matta in un attimo, come dice il caro amico Andrea ]

Mi piacerebbe riportare il tutto a ciò che nella mia testa è sempre stato: un luogo in cui star bene e condividere storie.. con chi viene con me: non per chi mi segue, ma chi mi accompagna, non ho più voglia della caccia al follower, di tutte le

 attentamente costruite tattiche

Ho studiato architettura, amo l'arte e la musica classica, me cosa c'entro io col marketing?

 La risposta è: niente. Mi paralizza. 

Mi piace la spontaneità, lo dico sempre, e invece, in realtà, mi sono autotrascinata in un turbinio grottesco di irrequietezza e ansia da prestazione: senza neanche, spesso, riceverne giudizi e opinioni.

Per farla breve: queste le armi del delitto in diretta dal Design Museum di Londra e prontamente postate su Instagram, con qualche aggiunta live Stories e un po' di senso di colpa per non aver fatto delle splendide foto anche con la reflex [ di quelle non sono mai soddisfatta ]. . .


 



Ecco, insomma, non so se anche voi state seguendo la serie Black Mirror : serie 3 episodio "Nosedive" è un bel campanello d'allarme, e io voglio dire no! Ed è tempo che questo blog (...) si tramuti da diavolo a cura miracolosa  😉
 

Nel frattempo [sempre per la regola che: se hai un problema l'unico a poterti aiutare è te stesso] ecco i miei compiti della settimana per la disintossicazione:
     • dopo le 10 di sera: non mi è concesso accedere ai social media [per 3 giorni alla settimana] 

     • quando sono su instagram: mettere like alle foto che effettivamente trovo appaganti dal punto di vista estetico

     • fare qualcosa di bello: fare foto a caso e non postare su instagram [o forse, meglio ancora, postare su instagram e #chisenefrega? mmm... devo capire, cos'è più curativo?]
  

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Tessy

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