meetyourMOOD: meet GARDENIA e TORENA: i sanitari che hanno rivoluzionato l'arredo bagno

03 ottobre 2016

meet GARDENIA e TORENA: i sanitari che hanno rivoluzionato l'arredo bagno

Da più di un mese ormai io e le WEBLOGgers siamo molto concentrate sulla questione CERSAIE, il salone internazionale della ceramica per l'edilizia e l'arredo bagno.
Settembre è stato il mese dell'acqua, dell'airy blue, degli azulejos e del bagno.
Contatti continui con la rivista Il Bagno oggi e domani, che è stato insieme a noi sotto lo splendido mirto del Cersail [chi ci segue sui social sa di cosa sto parlando], programmazioni serrate, sguardo attendo agli espositori della fiera e l'insidiarsi di un pensiero costante: ma tu, Carlotta, l'arredo bagno lo conosci davvero?
La risposta è NO! O almeno, era NOpuntoesclamativo fino a qualche giorno fa. Ora è un no meno convinto, senza punto esclamativo. È un no, virgola, però qualcosa lo sto imparando. Mi sto applicando.
Come? In due modi:
- offline, ho vagato per la fiera accanto a Cristina, responsabile editoriale della rivista Il Bagno Oggi e Domani, una donna piena di risorse, che per una settimana ha messo a servizio del progetto tutte le sue conoscenze e capacità, con una generosità che mi ha colpito profondamente;
- online, mi rivolgo a lei, la regina del bagno [che detto così sembra un po' brutto], Simona, alias Miss B, blogger di bagnidalmondo.
Ecco, la mia ricerca è iniziata prima di questa settimana. Sapevo che questo post doveva arrivare e così ho pensato di dedicarlo all'arredo bagno, e ovviamente di farmi aiutare dalla massima esperta.
Qualche rapido messaggio su Facebook e subito mi consiglia un marchio, Pozzi Ginori, e un nome, Antonia Campi.

Mi metto a cercare e scopro una storia stupenda: quella di una donna designer che ha innovato il mondo della ceramica italiana e rivoluzionato l'ambiente bagno. Antonia Campi, detta Neto, ha vinto il Compasso d'Oro nel 2011, a 90 anni, dopo una lunga carriera iniziata come operaia alla Società Ceramica Italiana che l'ha portata a essere una delle prime donne art director in Italia.
Antonia Campi ha cambiato il concetto di bagno in Italia e ora Simona ci racconterà il perché.

Eh sì, Carlotta, hai proprio ragione. 
Antonia Campi è stata un'innovatrice nel settore arredo bagno, una donna che ha fatto davvero la storia italiana del bagno
E l'ho scoperto proprio grazie a Il Bagno Oggi e Domani, con cui stiamo collaborando per #WEBLOGcersaie, sai?
Anni fa, in occasione del 40° anniversario della rivista, pubblicarono un articolo sulle donne che hanno contribuito all'evoluzione della stanza da bagno e rimasi stupita del fatto che proprio lei fosse la designer di una vasca da bagno molto singolare che avevo nel bagno della mia casa da bambina. Ne scrissi perfino un post! A quanto pare si deve a lei l'introduzione del colore nella ceramica per i sanitari e la rivoluzione concettuale secondo cui si passò da un bagno inteso come puro ambiente di servizio ad una stanza adibita a luogo intimo dedicato al benessere. Finalmente, con dei sanitari dalle forme innovative, sinuose, piacevoli esteticamente - i richiami floreali tipici per esempio della serie Gardena di cui parli -, il bagno diventava luogo da mostrare con orgoglio, si apriva al design e diventava un ambiente di serie A esattamente come tutte le altre stanze di casa.
Se si pensa a tutto ciò che oggi possiamo ammirare a manifestazioni come il Cersaie (ambientazioni lussuose, trionfo della tecnologia e del design, ricchi pattern e gamma infinita di soluzioni e materiali) e si confronta con ciò che il bagno era "prima" di Antonia Campi si percepisce il suo enorme e inestimabile contributo. 

Grazie mille Simona. Questa è una bella storia, la storia di una donna, che racconto volentieri dopo questa settimana passata insieme alle mie amiche e colleghe blogger.
Collaborare è bello!

Buona settimana MOODers,
al prossimo meetTHEicon,

Carlotta

◁◁◁ back to 9090

3 commenti:

  1. Brave Carlotta e Simona, questo post mi porta a fare una considerazione... oggi come oggi sono poche le designer attive nel mondo dell'arredo bagno, in cui il progetto è sempre più concepito e declinato al maschile, sia nella forma che nel decoro. Un fenomeno che varrebbe la pena di analizzare... dalla fonte, ossia dall'ambiente accademico. Forse perchè il bagno è considerato un ambiente "tecnico"... forse perchè il design al femminile si esprime meglio in altri ambiti e per altre categorie di arredo? Provate a rispondere anche voi... un abbraccio, Cristina

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    1. Grazie Cristina! Ottima considerazione...sicuramente il bagno è considerato un ambiente tecnico e si ha l'idea che i vincoli impiantistici e funzionali possano limitare la creatività. Da ingegnere adoro progettare nei vincoli ma, come ho ammesso, non sono un'esperta di arredo bagno. Simona, tu cosa ne pensi?

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    2. Mamma che cosa intrigante! Sai che non so risponderti? Dunque, la questione dell'ambiente tecnico non credo... né tantomeno che l'estro femminile possa essere espresso meglio in altri contesti. È un bel dilemma cavoli... ma forse è solo una questione di "come se ne parla". Non so, proviamo semplicemente a contarle, quante sono le designer (anche giovani, emergenti) coinvolte nell'ambiente bagno? Magari sono solo meno famose degli uomini? Curiosa, curiosa!! Da fare un bello studio

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Tessy

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