meetyourMOOD: meet CAMPARI SODA: l'aperitivo italiano

30 giugno 2016

meet CAMPARI SODA: l'aperitivo italiano

L'estate sembra finalmente essere arrivata, e con lei la voglia di piscina, di musica e di aperitivi alle 18 quando il sole è ancora alto.
Come anticipato qui, il mio meetTHEicon di questo mese è dedicato a un aperitivo tutto italiano.
Il gusto di Campari Soda lo conosciamo tutti, ma la storia forse no! E a me piace raccontare queste storie di affinità tra aziende e artisti, tra pubblicità e design. E mi piace ancor di più scoprirle.
Spostiamoci nel 1932: l'aperitivo è il momento per stare insieme e al Camparino di Milano si beve bitter Campari con una spruzzata di seltz, servito in un particolare bicchiere a forma di cono che ne esalta il gusto. L'abitudine milanese si sta diffondendo in tutta Italia e Davide Campari ha l'intuizione di unire Campari e seltz in una bottiglietta monodose.
Davide Campari aveva già dato prova di lungimiranza imprenditoriale anni prima, quando comprese l'importanza della pubblicità per la sua azienda e diede a Fortunato Depero, il più importante pubblicitario futurista, il compito di occuparsi di un piano marketing e iniziò a commissionargli  cartelloni pubblicitari che rispettassero i tre capisaldi della comunicazione Campari: un logo riconoscibile, un colore distintivo e un prodotto di qualità.
Il sodalizio Campari-Depero costituisce così un caso unico nella storia della pubblicità italiana portando alla crescita economica dell'azienda e artistica dell'artista, in un percorso di affiancamento mai troppo rigido.
Ma torniamo al 1932 e al Camparisoda: Davide Campari ha l'intuizione della bottiglietta monodose e ovviamente si rivolge a Depero, che disegna l'originale bottiglia a forma di calice rovesciato, che capovolge abitudini radicate e introduce il concetto della bevanda pronta e monodose.
Il tappo a corona, invece di quello a vite, e il vetro smerigliato, invitano a un uso rapido e disinvolto.
Davide Campari poi ha ancora un'altra intuizione: denudare la bottiglia dell'etichetta per far risaltare l'intensa tonalità di rosso attraverso il vetro. L'etichetta viene sostituita con una stampa a rilievo del nome del marchio e della ditta: "Preparazione speciale Davide Campari & C. Milano - Campari Soda".
Il flacone, così come chiamato da Depero, diventa un'icona dell'aperitivo italiano e l'abitudine di bere Campari con una spruzzata di soda si trasforma nella moda di bere Camparisoda.
E così la bottiglietta del Camparisoda, la cui forma è rimasta invariata nel tempo, è divenuta, in Italia e nel mondo, un simbolo di design per tutti.
Nel 2013 Ingo Maurer ne ha fatto una lampada, utilizzandone 10 come diffusore, ovviamente staccabili. Matteo Ragni invece l'ha trasformata in un calice composto dal flacone e da un bicchiere di plastica, agganciabile in un solo click.

A presto e buon aperitivo,

Carlotta

Fortunato Depero | pubblicità Campari | 1927
Fortunato Depero | pubblicità Campari | 1928
Franz Marangolo | pubblicità Campari | 1960
Franz Marangolo | pubblicità Campari | 1960
Fortunato Depero | Numero Unico Futurista Campari | 1931
Ingo Maurer | Campari Bar | 2013

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Tessy

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