#ISALONIMOOD: riflessioni e analogie sulla design week 2014 <br> <br> il MOOD è CONTINUITA' | meetyourMOOD

26 April 2014

#ISALONIMOOD: riflessioni e analogie sulla design week 2014

il MOOD è CONTINUITA'


Benvenuti amici di meetyourMOOD!

In questi giorni siamo prese da mille cose, viaggi, progetti e l'arrivo della primavera ci sta dando qualche scompenso sulle tempistiche, ma #ISALONIMOOD ormai ha preso la sua forma e siamo di nuovo pronte per svelarvi il secondo MOOD del 2014 !

Dopo le soddisfazioni del marmo e le sue mille sfaccettature, siamo andate alla ricerca di un MOOD intangibile, più esperienziale, più MOOD e meno materia. Leggendo tra le righe degli allestimenti e delle proposte della design week ci siamo rese conto della ricerca da parte dei designer di una conquista delle dimensioni, dell'annientamento delle superfici in favore delle sensazioni, di un unicum spaziale da cui essere sopraffatti.

Il MOOD che abbiamo scovato negli spigoli annientati e nei prospetti non delimitati, è stata la creazione di ambienti, scenografie ed oggetti in grado di creare prospettive differenti, nuovi punti di vista sfruttando la CONTINUITA' tra le superfici che si rincorrono.


Cominciamo il viaggio con la genialità di studio Nendo espressa in due versioni, diverse ma complementari e unite dalla ricerca univoca della continuità spaziale. Nel primo caso ci troviamo nell'esposizione presso lo spazio Superstudio per Alcantara: KALEIDOSCOPE rappresenta un viaggio spaziale e materico che con la sua morbida fluidità avvolge lo spettatore trasportandolo nell'universo espressivo dell'azienda.

Lo studio di design giapponese Nendo torna per Cos, nel Brera Design District, in via delle Erbe 2, reinventando il prodotto icona del marchio Cos, la sua camicia bianca, creando attimi di sorpresa. 
Oki Sato è riuscito nell'idea unica e magica di mettere in relazione la struttura con le camicie rigide incorniciandole in cubi di metallo e creando, attraverso l'uso delle gradazioni di colore, un gioco ottico semplice ma impattante, riuscendo a suscitare nello spettatore una maggiore consapevolezza dello spazio.


CONVERSATION PIECES, progetto a cura di Alexandra Midal, è un viaggio fatto di colori e materiali, gli studenti di Head-Geneve sono riusciti nell'intento di guidare gli spettatoti in un'universo onirico, fatto di stanze in grado di inglobare totalmente il visitatore nell'ambiente. Luoghi di legno e strutture leggere sono il passaggio obbligato per raggiungere stanze di specchi, di total color fluorescenti, ambienti di carta, suscitando una percezione nuova e sorprendente dello spazio.

Quando siamo passate davanti all'allestimento in via Savona per il marchio olandese NLXL non abbiamo saputo resistere all'impulso di entrare e passeggiare sulle superfici eteree create da Studio Job.
Opulento, intricato e ironico, lo spazio è stato permeato da disegni, icone, immagini e modelli che hanno creato wallpaper della lunghezza di nove metri, senza interruzione né una singola composizione ripetuta, definendo un'ambiente straordinariamente enigmatico e intellettuale per il numero e la complessità dei simboli e significati.


Gli spazi di Missoni anche quest'anno sono stati dedicati al benessere, o meglio allo stare bene, a vivere il fuorisalone in una dimensione più quotidiana, in cui la chiacchiera e la condivisione diventavano il fulcro dell'allestimento. Ancora una volta Missoni sceglie di definire i propri allestimenti come luoghi da vivere, in cui trascorrere il tempo, bolle leggere, capaci di lasciare al di fuori e quasi annientare il caos del fuorisalone, fatto di luoghi attraversati, fotografati ma, quasi mai, luoghi in cui soffermarsi. Una volta entrate in WONDERLAND, con ottima musica e atmosfera magica e intrigante, è stato difficile andare via, i colori e le trame tipiche di Missoni aleggiavano su di noi accompagnando le sensazioni, un luogo a cui abbandonarsi.

La designer Patricia Urquiola ha nuovamente collaborato con GAN per creare BANDAS SPACE, una collezione di pezzi modulari che diventano sedute e si estendono come rivestimenti per pavimenti, rivestiti da un'ampia gamma di tessuti a motivi geometrici che consentono innumerevoli composizioni. Nessun limite posto alla modularità e alla personalizzazione definendo un MOOD contiguo, infinito, in cui lo spazio viene plasmato dagli elementi della composizione rispondendo a ogni necessità di spazio, personalità e stato d'animo.



La mostra SCENARI DOMESTICI a cura di Francesca Taroni, Direttrice di Living, nasce dalla volontà di indagare i mutamenti che design ed opere d’arte imprimono sull’ambiente domestico che prende vita. Nei dieci set progettati dai cinque artisti Nicola Gobbetto, Paolo Gonzato, Marco Andrea Magni, Alice Ronchi e Francesco Simeti allestiti negli spazi progettati dallo Studio Migliore+Servetto Architects, gli arredi dialogano con lo spazio in una contaminazione costante tra arte, design e ambiente creando un dialogo con gli spettatori durante un percorso ritmico e continuo, guidato dalla ripetizione delle strutture wire-frame.

Maliparmi risponde alla tendenza della continuità partecipando al progetto di arte relazionale di  NABA-Nuova Accademia di Belle Arti Milano, che unisce creatività e riuso nel FAMILY DRESS, con il desiderio di favorire la relazione tra individui e trovare la sintesi tra aggregazione creativa e artigianalità coinvolgendo diverse realtà e creando molteplici collaborazioni. Una continuità sociale, data da un'abito che può essere indossato in maniera simultanea da più persone.


Alla Cà Granda, nell'ambito dell'evento  organizzata da Interni per il Fuorisalone, ci siamo trovate davanti a SCALE INFINITE by dRMM, una struttura a incastro che riprende la struttura dei disegni di Escher. Scale Infinite definisce una nuova dimensione allo spazio in cui si colloca, ponendosi in contrasto materico e dimensionale con il contesto ma armonizzandosi grazie alla composizione in un luogo dall'impostazione antica e tradizionale, creando il perfetto connubio tra onirico e reale.
U_CLOUD di Speech Tchoban/Kuznetsov, è una nuvola fluttuante sull’erba, composta di schermi a Led che, riproducendo immagini, sembra ampliarsi costantemente e invadere lo spazio dello spettatore. Tema centrale dell'allestimento è il concetto di città in grado di creare connessioni invisibili, oltre i propri confini fisici. Una continuità spaziale, dimensionale e sensoriale che sfocia nel virtuale e nell'imprevedibile.



La leggerezza della continuità viene vissuta nello spazio BERLIN REFLECT in via Ventura. L'esposizione curata da William Bagnoli e Charlotte Bräeuer mostrano sperimentazione e ricerca facendosi trasportare da un'impulso non poco evidente alla Andy Warhol, impreziosendo il garage di un gommista di Lambrate con fogli di carta stagnola.  Il rivestimento racchiude e contemporaneamente espande ogni superficie creando una continuità in cui gli oggetti esposti diventano il contrasto, la pausa, il risvolto tangibile di un'ambiente surreale.

Tempo e luce s'incontrano nel progetto di Tsuyoshi Tane in collaborazione con Design Team per Citizen negli spazi della Triennale. In un'allestimento spettacolare fatto di elementi che fluttuano sospesi, oscillando al passaggio dei visitatori e creando una nube onirica, non esiste limite di spazio e tutto resta ovattato nel luccichio dei meccanismi che definiscono il tempo.



HERMES IN LUMIERE, progettato dallo studio diretto da Michele de Lucchi, è un sistema in grado di relazionarsi sia con ambienti moderni e di proporzioni monumentali, che negli edifici antichi e contemporanei o in ambienti decorati o essenziali. E' una composizione fatta di schermi curvi e parzialmente trasparente, facile da montare e smontare, portatile, flessibile, leggero che modifica la percezione dell'ambiente senza intaccarlo nella struttura, consentendo una temporanea evoluzione spaziale

Paul SmithMahara hanno collaborato con Carl Hansen & Søn, il più grande produttore al mondo di mobili disegnati da Hans J. Wegner, per creare una collezione in edizione limitata capace di trasmettere un approccio fantasioso al design, con una nuova dose di colore e ridefinizione delle proporzioni. Una continuità definita in maniera spaziale dalla cura nell'allestimento, in relazione alla voglia di far rivivere in maniera nuova alcune delle opere più iconiche di Wegner.


FLEXIBLE ARCHITECTURE, nasce dall'incontro tra la pluriennale esperienza di Ceramica Sant'Agostino, il genio creativo di Philippe Starck e l'intuito visionario del fotografo James Bort che hanno interpretato l’acutezza progettuale della collezione unendo il design all’arte allo scopo di creare una nuova visione del mondo della ceramica, non più rivestimento a scopo decorativo, ma parte integrante dell'architettura. Muri come schermi cinematografici in cui il giunto, da sempre considerato da nascondere o addirittura eliminare, assume una nuova identità, diventando elemento decorativo e modulare definendo un nuovo sistema architettonico continuo e globale.

Torniamo in Ventura-Lambrate dove incontriamo il tavolo CLOUD progettato dallo studio olandese MAKS allo scopo di vivere la continuità dello spazio in una maniera totale, che coinvolga non solo la globalità dello spazio ma in grado di fare da tramite tra lo spazio fisico e quello virtuale diventando luogo dello scambio di informazioni e networking.

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