La commedia è arte. Il Carnevale è festa. | meetyourMOOD

25 February 2014

La commedia è arte. Il Carnevale è festa.


Codici, Stili-zzazioni e Tipi teatrali sono la base del Carnevale, tradizione antica e ricca di misteri segreti e citazioni.

La parola carnevale deriva dal latino "carnem levare" ("eliminare la carne") poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Ma come mai ci mascheriamo?

Il Carnevale cattolico si rifà alla tradizione pagana delle feste dionisiache e dei saturnali, durante i quali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza. 
Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente. Il ciclo preso in considerazione è, in pratica, quello dell'anno solare.

Un occasione per tutti quindi, una splendida illusione per tanti...forse ne avremmo bisogno anche oggi, che ne dite?
Origini Arlecchino è tra le maschere più antiche, le sue origini si possono rintracciare nella figura del "diavolo burlone" delle favole medioevali e, in seguito, nel "buffone" delle compagnie di comici girovaghi alle corti principesche o fra i saltimbanchi e gli acrobati nelle fiere e nei mercati. Nativo di Bergamo bassa, parla nel dialetto di quella terra, ma poi lo muterà in quello veneto, più dolce ed aggraziato. 

Carattere Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato. Ne combina di tutte, inventa imbrogli e burle a spese dei padroni avidi e taccagni dei quali é a servizio, ma non gliene va bene una. Intendiamoci Arlecchino non é uno stupido; magari è un ingenuo, talvolta forse un po' sciocco, ma ricco di fantasia e immaginazione. In quanto a lavorare nemmeno a parlarne; fra Arlecchino e il lavoro c'è una profonda incompatibilità. Però fa  lavorare la lingua, e molto. I suoi lazzi, le sue battute, le sue ingenue spiritosaggini, fanno ridere a crepapelle tutti quanti.


Luogo della casa Arlecchino, servo di due padroni come nella celebre commedia di Goldoni, dove potrebbe stare se non nell'ingresso? Divertente e spumeggiante, libero di fronzoli e ricco di colore.

Colori  Brillanti e decisi: il suo vestito era dapprima tutto bianco, col tempo a furia di rattoppi con pezzi di stoffa di ogni genere, é diventato quello che oggi tutti conosciamo; un variopinto abito composto da un corto giubbetto e da un paio di pantaloni attillati, entrambi a losanghe e triangoli di tutti i colori.

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