Intervista al fotografo e amico MATTIA VIGLIAROLO | meetyourMOOD

25 October 2013

Intervista al fotografo e amico MATTIA VIGLIAROLO


Ora si parla di fotografia!

Carlotta e Mattia nel salotto di Giorgia

Vi abbiamo già raccontato della nostra collaborazione con Mattia Vigliarolo nel nostro post sul salotto di Giorgia qui, in cui si è occupato del set e degli scatti.                                                        Ciò che ci colpisce di lui è la dedizione, la passione nei confronti di questo linguaggio, per lui è vero mezzo d'espressione. 




A volte così gentile da apparire un timido gli è sufficiente avere un'obiettivo con cui osservare il mondo per guadagnare in sicurezza e padronanza della situazione. Seguirlo durante un set fotografico è emozionante e divertente, ricco d'impreviste soluzioni.
Attraverso la sua fotografia, fatta di geometriche alterazioni, contrasti in bianco e nero e atmosfere fantastiche, a volte esoteriche, si ha la sensazione di sperimentare, di effettuare un viaggio ai limiti del reale.

La curiosità con noi spesso la fa da padrona ed è per questo che ne abbiamo approfittato per una breve intervista in versione integrale sulle questioni tecniche e segrete di Mattia Vigliarolo Fotografo.


A voi cosa piace di questi scatti?
noi li adoriamo!
la sua serie si chiama: Sex Experience

Cominciamo con un tema che mi sta molto a cuore, il rapporto con il passato e quindi con la fotografia analogica, com'è affrontato da un giovane fotografo del 2013?

La domanda che da tempo ormai divide in due il mondo della fotografia, avrei da parlarne per ore.
Non c'è un meglio o un peggio, sono due strumenti diversi nelle mani di chi crea immagini.
In sintesi posso dire che il digitale ha ormai il potenziale per essere al livello della pellicola e anche oltre, quello che invece non tutti sanno è che il file digitale va elaborato e sviluppato come se fosse un negativo, non basta avere la reflex per avere la foto pronta. Il digitale ha permesso a tutti di creare le proprie fotografie, a discapito della qualità e della cultura dell'immagine.
Un piccolo appunto per i nostalgici che rimpiangono la fotografia “vera” che si realizzava con la pellicola: un tempo il lavoro di fotografo non era da tutti, tutti i fotografi famosi che conoscete hanno sempre sviluppato in camera oscura i negativi, modificandone contrasto, esposizione, profondità dei neri. La fotografia è solo una rappresentazione della realtà, che può essere più o meno creativa a seconda dell'artista.


Nessun limite quindi, ma sensibilità e creatività! Ad oggi, qual'è l'esperienza professionale da cui hai imparato di più e che ti è rimasta nel cuore?

Sono stato coinvolto in numerose iniziative che coinvolgevano enti pubblici e associazioni, in particolare mi ha colpito molto il progetto AfricaMI, qui, che ha coinvolto studenti, come me, dell'Istituto Italiano di Fotografia di Milano, confrontandoli con la realtà di lavoratori milanesi provenienti dall'Africa. Le fotografie e le interviste verranno poi esposte all'EXPO 2015, qui,  insieme a quelle degli altri continenti.

Segnatevi l'appuntamento! Noi non mancheremo! Quando hai deciso che fosse arrivato il momento giusto per iniziare il tuo progetto, metterti in proprio e farti conoscere non solo come artista ma come professionista, aprendo questo bello studio?

Con l'attuale situazione economica non è sicuramente una cosa semplice trovare la forza di andare contro corrente. Mi si sono presentate di fronte alcune alternative, ho scelto di mettermi in proprio perché ritengo di avere le conoscenze e le esperienze necessarie per poter offrire un servizio professionale alla clientela, sia per quanto riguarda la grafica che per quanto riguarda la fotografia.
Non è più come una volta dove si andava ad “imparare il mestiere” da chi già lo praticava, ora più che la regola dell'apprendimento esiste quella dello sfruttamento.
Ho deciso di partire dal piccolo, dalla città dove sono sempre vissuto. Sperando in futuro di potermi spostare in un centro più grande.

Ora che sei partito, sono sicura che non vorrai fermarti qua, quali sono gli obiettivi, i sogni di un giovane talentuoso come te?

Mi piacerebbe in futuro potermi occupare della fotografia applicata al cinema, inquadrature, disposizione delle luci sul set. Guardando i film e i videoclip nessuno se ne accorge, ma occorre molta cura nello scegliere dove e come posizionare le luci. La luce è la componente prima della fotografia, gran parte delle emozioni che suscita un ambiente è data dalla luce.


Curiosità! non vedevo l'ora di chiedertelo! Un fotografo, un professionista, uno che conosce nel profondo la fotografia, come si relaziona con lo smartphone? insomma, quanti scatti posti su instagram? perchè io di sicuro esagero eheheh!

Scatto abbastanza anche con lo smartphone, tutte le volte che sono in giro e vedo qualcosa di curioso.
Tante volte la gente si chiede: “ma come è possibile che le foto con l'iPhone vengano meglio di quelle con la reflex?”. La risposta è molto semplice: i programmi come instagram non fanno altro che sviluppare gli sterili file jpg per poi restituirceli con degli effetti applicati.
Un cellulare non avrà mai la profondità di una reflex, la sensazione dello spazio è limitata, ma spesso è più bello agli occhi un file di bassa qualità ma completo, rispetto ad un file di alta qualità di una macchina fotografica che non è stato sviluppato. Avere la reflex non basta.

Coraggio insomma, ma anche determinazione e professionalità! ecco cosa ci ha colpite! 
Come ti prepari ad un servizio fotografico, quali tecniche usi?

Non ho una tecnica preferita, mi adatto alla situazione che devo affrontare. Tuttavia nel mio modo di scattare e sviluppare l'immagine cerco sempre di mettere qualcosa di mio, un qualcosa che sia riconoscibile e che porti la mia firma.
Cerco di focalizzarmi su quale sarà l'intento del mio lavoro, questo è valido soprattutto nei servizi di moda e still life. Quando a una semplice descrizione bisogna aggiungere una connotazione particolare. Per rimanere in tema, direi che cerco di entrare nel MOOD specifico alla situazione.


Welcome! eheheh anche noi ti abbiamo contagiato! Ma quindi cosa cerchi nei tuoi soggetti? in che momento individui lo scatto definitivo?

Soprattutto tanta spontaneità. A mio avviso le foto più belle sono quelle che ti portano a guardare lo scatto non come un banale soggetto in posa, ma come se fosse una finestra che ti permette di entrare in contatto con ciò che vedi, che si tratti di uno sguardo, di una scena irreale o di un posto lontano.

Arriviamo allora al tema del nostro blog, parliamo d'interni! in che luogo della casa ti piacerebbe posizionare i tuoi scatti?

Beh comincerei con qualcosa di curioso nell'ingresso o nel corridoio, qualcosa che attiri l'attenzione ma senza appesantire troppo le pareti,.
Magari una composizione per la cucina, un trittico, ci vedo bene delle immagini di composizioni geometriche, che possono essere astratte oppure estrapolate da un paesaggio.
Finirei con la sala dove mi piacerebbe avere una foto molto molto grande, stampata su tela magari, qualcosa che sia rilassante da vedere e complessa allo stesso tempo. Insomma qualcosa che incanti.

Sex Experience, il progetto che hai selezionato per noi, com'è cominciata? 

E' nato da uno spunto di un mio professore, quasi fosse una sfida: trovare un modo per rappresentare come appare sessualità ai nostri occhi.
Per i miei progetti mi sono ispirato a tanti fotografi dei quali ho studiato il modo di vedere le cose, per quanto riguarda le foto in questione ho preso spunto da Erwin Olaf, qui.

Qual'è stato il MOOD da esprimere, perchè la sessualità in bianco e nero?

Il bianco e il nero quando sono associati richiamano sempre qualcosa di simbolico, di elegante. Per me è stata la base per poter esprimere il concetto che volevo attraverso l'immagine.


E' iniziato tutto con una mia immagine mentale di una ragazza che intinge la mano in una pozza di vernice nera, poi successivamente il tutto si è evoluto inserendo un altro soggetto all'interno.
Il progetto finale rappresenta due ragazzi, due mondi a confronto: Lui è forte, deciso, stabile. Lei è aggraziata, leggera, in movimento.
Entrambi scavalcano il confine che li separa, spezzano la linea retta che divide i loro due mondi e facendo questo lasciano una traccia indelebile nell'altro emisfero. La rappresentazione va oltre il semplice rapporto fisico, ma è un tentativo di immaginare cosa accade all'anima.

Beh, che altro aggiungere, è stato così emozionante sentire le sue parole di getto che vi lasciamo così, in sospensione tra bianco e nero!

Buona rilettura ;)

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